martedì 25 dicembre 2012

Risotto blu (al cavolo rosso) con crema di parmigiano

Risotto blu con crema di parmigiano
Risotto al cavolo rosso con crema di parmigiano

Dillo Cucinando: Volete stupire i vostri amici e fare contenti i bambini facendo mangiare loro tanta sanissima verdura? Preparate questo buonissimo e divertente risotto blu.

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per 4 persone)
- g 320 di riso (io ho usato il parboiled per evitare la tostatura)
- 1/2 cavolo cappuccio piccolo (varietà rossa)
- 1 litro circa di brodo vegetale (1 carota, 1 costa di sedano, 1/2 cipolla, prezzemolo)
- 1/2 cipolla media
- 1/2 bicchiere di vino bianco secco
- g 100 parmigiano grattugiato
- g 100 panna da cucina
- g 100 di latte
- 1/2 limone
- olio e.v.o.
- sale
- pepe

Preparazione:
Tagliate il cavolo a listarelle sottili (1-2 mm) e lavatele. In una padella capiente e antiaderente, fate soffriggere la cipolla tritata grossolanamente con 2 cucchiai d’olio. Quando la cipolla sarà diventata trasparente aggiungete il cavolo. Sfumate con il vino, lasciate evaporare e coperchiate. Se, durante la cottura, vedete che il cavolo si attacca al fondo, aggiungete un po’di acqua calda. Cuocete finchè il cavolo sarà cotto ma ancora al dente. Assaggiate e salate. Versate il riso nella padella, mescolate, aggiungete 2 mestoli di brodo bollente ed alzate leggermente la fiamma. Continuate la cottura del riso aggiungendo gradualmente il brodo. Portate il riso a cottura. Assaggiate e, se necessario, aggiustate di sale. Nel frattempo, in un pentolino, mettete il parmigiano, la panna, il latte, un pizzico di sale e mescolate bene. Mettete il pentolino e riscaldate a fuoco bassissimo per fare sciogliere il formaggio. Spruzzate qualche goccia di limone (circa 2 cucchiaini) sul riso, mescolate e disponetelo nei piatti. Servite versando la crema di parmigiano sul riso e condendo con una macinata di pepe (facoltativo). Decorate i piatti con qualche filo di cavolo rosso.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ti cucino così: "A cena con gli chef"

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mercoledì 19 dicembre 2012

Minestra di broccoli in brodo d'arzilla

Minestra di pesce della tradizione romana
Minestra di broccoli in brodo d'arzilla
 
Dillo Cucinando: Questo piatto è tipico della cucina tradizionale popolare romana. La cucina romana è una cucina particolarmente povera, fatta di verdure di interiora di animali. Insomma si cercava di ricavare un buon pasto da quello che altrimenti sarebbe stato buttato. Tra i piatti di pesce uno dei piatti più antichi è la minestra di broccoli in brodo di arzilla. L’arzilla, anche chiamata razza, era un pesce economico, poichè ha poca polpa ed un sapore molto delicato…perfetto quindi per farci un brodo arricchendolo con quello che la terra produceva in grandi quantità come il broccolo romanesco. Io ho assaggiato questa ricetta in un ristorantino nel centro di Roma e il suo sapore semplice e delicato mi ha conquistato. Quando poi ho visto, sul bancone del pescivendolo, la razza ho pensato che sarebbe stato perfetto per cena in una fredda serata invernale. La minestra, la cui ricetta l’ho trovata qui, è venuta veramente buona. Questa zuppa è estremamente sana e leggera…c’è tutto quello che si può desiderare…sapore, vitamine, sali minerali, antiossidanti e tutti i benefici del pesce... ad un prezzo di pochissime calorie… meglio di così!
 

Difficoltà: Media

Ingredienti: (per 2 persone)
- g 600 di arzilla (o comunque una arzilla piccola)
- g 80 di spaghetti spezzati
- g 300 di broccolo romanesco
- g 100 di pomodoro a pezzi (vanno bene anche quello in scatola)
- 1 acciuga sotto sale
- 1 carota media
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla piccola
- 1 ciuffo piccolo di prezzemolo
- 1 spicchio d’aglio
- olio e.v.o.
- sale
- 1 peperoncino (facoltativo)

Preparazione:
Pulite la razza spazzolandola energicamente sotto l'acqua corrente per eliminare la vischiosità tipica della pelle. Mettetela in una casseruola con circa 300 ml di acqua fredda. Salate, unite il sedano, la carota, la cipolla e qualche gambo di prezzemolo tutti mondati e affettati grossolanamente. Coprite, fate prendere l'ebollizione e fate cuocere, a fuoco moderato, per circa 20 minuti. Se si forma della schiuma in superficie toglietela con una schiumarola. Quando la razza sarà cotta, tiratela su con la schiumarola e pulitela togliendo la testa, la pelle e le cartilagini. Mettete da parte, possibilmente in caldo, la polpa e rimettete la testa e le cartilagini nella pentola con il brodo. Cuocete per altri 30 minuti circa in modo che il brodo diventi saporito. Nel frattempo, sciacquate l’acciuga, diliscatela e asciugatela (se non l’avete potete usare 2 filetti d’acciuga sott’olio). Preparate un trito finissimo con l'aglio, una manciatina di prezzemolo e poco peperoncino (facoltativo) e fatelo appassire, a fuoco dolcissimo, in una casseruola capiente con un cucchiaio d’olio. Dopo 1 minuto, unitevi l’acciuga e fatela disfare schiacciandola con la forchetta. Versate nella casseruola il pomodoro, coperchiate e fate cuocere per circa 15 minuti. Dividete il broccolo in cimette (tagliate in 2 o in 4 quelle più grosse) lavatelo e aggiungetelo alla salsa, lasciandolo insaporire per qualche minuto a fuoco vivace. Passate il brodo di pesce da un colino lasciandolo cadere direttamente nella casseruola con i broccoli, unitevi anche qualche pezzetto di polpa che avevate tenuto da parte e proseguite la cottura per altri 10 minuti. Spezzate con le mani gli spaghetti, buttateli nel brodo e portateli a cottura. Servite la minestra ben calda adagiandoci sopra il resto dell’arzilla che avevate tenuto da parte. Mi raccomando…niente parmigiano!

Consigli:
- Se non avete il broccolo romano potete sostituirlo con i broccoli siciliani…anche se non è proprio la stessa cosa.
- Se non trovate una arzilla piccola, potete cuocerla tutta e conservare quella che non usate per preparare un antipasto sfizioso. Conditela con un filo d’olio, limone, sale, pepe, rondelle di sedano e servitela su fettine di pane bruschettato.


Con questa ricetta partecipo al contest di In cucina con Masterchef: “Un tuffo nel passato”

ed al contest di Sale e Coccole: "In...zuppiamoci...zuppe a go go"
 

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sabato 15 dicembre 2012

Crocchette di finocchi all'arancia

Crocchette al forno
Crocchette di finocchi all'arancia

Dillo Cucinando: A furor di popolo (o meglio, a furor di famiglia) condivido con voi l’ ultimo antipasto, fresco fresco di forno. Ho utilizzato pochi, semplici e, che non guasta mai, economici ingredienti. La cottura in forno e l’ aspetto accattivante, rendono questo antipasto leggero, pratico e perfetto per diverse occasioni. Potrete servirlo insieme ad un aperitivo o come snack di metà pomeriggio : i vostri bambini lo adoreranno!

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per circa 20 crocchette della grandezza di una noce)
- 1 finocchio
- 1 patata grande
- 2 cucchiai di parmigiano
- 1 tuorlo
- 1 arancia (tipo Arancia di Ribera Dop)
- 1 grattugiata di buccia d’arancia
- 1/4 di cipolla piccola
- pangrattato
- olio e.v.o.
- sale
- pepe (facoltativo)

Preparazione:
Lavate bene la patata e lessatela con tutta la buccia. Togliete la patata quando è cotta ma non sfatta. Sbucciatela e passatela con lo schiacciapatate. Lavate il finocchio, pulitelo delle parti verdi e tagliatelo a striscioline piuttosto sottili (a julienne di più o meno 2 millimetri). In una padella scaldate un cucchiaio d’ olio e fate soffriggere la cipolla tritata. Quando sarà diventata trasparente, aggiungete i finocchi, il succo dell’arancia ed un pizzico di sale. Portate a cottura mescolando ogni tanto. Verso la fine della cottura alzate la fiamma per asciugare il liquido in eccesso. In una terrina unite le patate schiacciate, i finocchi che avrete leggermente frullato con il frullatore ad immersione, la scorza d’arancia grattugiata (facendo attenzione a grattugiare solo la parte arancione), l’uovo, il parmigiano e, se gradite, una macinata di pepe. Assaggiate e regolate di sale. Se il composto fosse troppo morbido, aggiungete poco pangrattato. Con le mani formate tante polpettine grandi quanto una noce e rotolatele nel pangrattato.
Rivestite una teglia con la carta forno, versateci un filo d’olio e poggiateci le polpette.

Muovete la teglia in modo che le polpette, rotolando, si cospargano d’ olio. Infornate in forno caldo a 220° finché saranno leggermente dorate. Servite calde o fredde ma rigorosamente accompagnate da fettine d’arancia pelate al vivo.

Crocchette al forno
Crocchette di finocchi all'arancia
 
Con questa ricetta partecipo al contest di Sapori d'Italia
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venerdì 30 novembre 2012

Pasta con sgombro, pesto, zucchine e tototoi

Pasta con sgombro, pesto, zucchine e pomodorini
Pasta con sgombro, pesto, zucchine e tototoi
Dillo Cucinando: Oggi, invece di farvi leggere le 4 righe con cui di solito introduco le ricette, vi invito (idealmente) a pranzo sul mio terrazzo. Spero vi divertiate...ma se non avete tempo o voglia di leggere, saltate il racconto e scorrete fino in fondo alla pagina, dove troverete la ricetta.

E' una domenica mattina di inizio estate. Siamo su un terrazzo, all'ultimo piano di un condominio nella città di Roma e oggi Barbara vi invita a pranzo. Troverete tutti quelli che scrivono su questo Blog (Barbara, Francesca, Enrico, Gianluca) ad eccezione di Antonino che per la giornata di oggi rimarrà nell'armadio. In aggiunta ci sarà il piccolo Tederico (all'anagrafe Federico,un bambino bellissimo che ha ancora qualche difficoltà a pronunciare le consonanti, l’unica che conosce è la “T”) accompagnato dal suo papà e dalla nonna.

Quindi, passerete la giornata a tavola con due sorelle: Barbara e Francesca, con i loro fidanzati Enrico e Gianluca; la loro mamma Roberta; il loro nipotino di 2 anni (figlio dell’altra sorella) e il suo papà Fabrizio.


Ore 6.30 - Domenica mattina. Uno strillo, proveniente dal terrazzo, sveglia Enrico.
 
Barbara: AAAAAhhhh, che schifo!

Enrico (uscendo in pigiama sul terrazzo con passo lentissimo e occhi strizzati): Che succede amore!

Barbara: Guarda cosa c'è sui broccoli, sono bruchi! Si stanno mangiando tutte le foglie! Levali, che a me fanno schifo. Guarda! Guarda!

Broccolo romano con le foglie smangiucchiate
 Enrico: Ma che vuoi che guardo?! Lo sai che senza lenti non un c…o! Famme anda' a dormì, ci pensiamo dopo eh?

Barbara: No, di giorno non li ho mai visti, credo che col caldo si nascondano. Ti preeeeeeego levali adesso.

Enrico: E va bene…

 
Enrico rientra in casa, entra in bagno, indossa le lenti a contatto e torna sul terrazzo.

Enrico: O.k. farò una strage di bruchi!

Barbara: No, poverini...diventano delle bellissime farfalle! Levali delicatamente, e mettili in questo bicchiere di carta. Dopopranzo usciamo e li lasciamo nel parchetto sotto casa.

 
Enrico solleva lo sguardo dalla pianta e osserva Barbara con aria pensierosa. Poi, senza proferire una parola, entra in casa. Dopo 5 minuti torna in terrazzo, brandendo un paio di pinzette per le sopracciglia.
Si china su una delle piante e comincia a togliere i bruchi, bofonchiando qualcosa che è meglio non sapere.

Ore 8.30 - Suona il citofono.

Barbara: Chi sarà a quest'ora?!

Enrico: Forse qualcuno che vuole raccogliere bruchi!


Barbara va al citofono e risponde.

Citofono: Tono tederico, bengo a giotare sul terrazzo! (Sono Federico, vengo a giocare sul terrazzo!)

Barbara: E' Federico col padre! Sono già arrivati! Ma che a quest'ora si arriva di domenica mattina??


Barbara apre la porta ed entrano in casa un bambino biondissimo dagli occhioni azzurri e l'aria vispa e un papà distrutto e mezzo addormentato.

Fabrizio: Si è svegliato alle 6, dicendo che doveva andare da "tia" Barbara a raccogliere i "tototoi" (pomodori). Siamo riusciti a trattenerlo finora.

Enrico (strillando dal terrazzo): Vieni, vieni...t'intendi di bruchi?

 
Barbara, dopo essersi sbaciucchiata Federico, lo porta sul terrazzo.

Barbara: Vuoi raccogliere i pomodori così ci facciamo la pasta?

Federico: Ti! (Sì)

Barbara: Devi staccare solo i pomodori rossi...perchè quelli verdi non sono ancora buoni. Adesso zia ti dà un recipiente per portarli.

Vasi di pomodorini ciliegino
Federico allunga le manine sulle piante di pomodoro e comincia a staccare i pomodorini uno alla volta sotto l'occhio vigile della zia.

Federico: Otto, otto (rosso, rosso). Etto no, ette (questo no, è verde)!

Barbara: Fabrizio, mentre io mi vesto, potresti raccogliere il basilico per il pesto?

Fabrizio: Va bene, basta che mi dici come devo fare.

E intanto Federico(tra se e sè): Otto, otto, otto, (rosso, rosso, rosso), ette (verde)

Barbara: Stacca con le mani le cime delle piantine che sono nei tre vasi sulla destra. Quella con le macchie marroni lasciala perdere, che gli ho dato la vodka.

Fabrizio: So che mi pentirò della domanda...ma perchè hai alcolizzato il basilico?

Barbara: Ci sono un sacco di afidi, che la stanno facendo ingiallire. Ho letto su internet che l'alcool diluito li uccide. Ci ho spruzzato l'acqua con un po' di vodka. Gli acari non ci sono più, però lei sembra un po' bruciacchiata.

Fabrizio: Fammi capire, per pranzo possiamo scegliere tra pesto di acari e vodka al basilico?!

Barbara: Ma nooo! Le piante che stai raccogliendo sono sanissime e, per ora, non c'è ombra di insetti di nessun tipo! Tieni... riempi questa.

Basilico dei vasi del terrazzo sul tavolino pieghevole
 
Barbara (rivolgendosi a tutti ed entrando in casa): Io devo preparare il pesce da mettere in forno...se avete bisogno fate uno strillo.
 

Finito di cacciare bruchi e raccogliere basilico, Enrico e Fabrizio si mettono a chiacchierare di lavoro, mentre Federico cerca altri divertimenti in giro per il terrazzo.
Prende l'innaffiatoio da 12 litri e si dirige verso la fontanella. Apre la fontanella e, riempitolo per circa un terzo, cerca di portarlo vicino ai vasi delle zucchine.

Federico (trascinando faticosamente l'innaffiatoio per il terrazzo): Oitta, oitta (oissa, oissa).


Ore 11.30 - Squlla il telefono.

Barbara (al telefono): Sì...ciao mamma...no, non mi serve niente. Vieni che c'è Federico.

Barbara (aprendo la porta e facendo entrare Roberta): Ciao mamma. Sono tutti sul terrazzo. Vai a giocare un po' con Federico che, se qualcuno non lo distrae, mi affoga tutte le piante di zucchina.

Zucchine romanesche in vaso...accanto al sedano
 
Roberta (baciando Barbara): Ciao...bella.  Ti ho portato il pane fresco, le uova che mi ha dato l'estetista e la ricotta di bufala. Sono di ieri...il padre ha le galline.

Barbara: E meno male che ti avevo detto che non mi serviva niente! Grazie!

Roberta (strillando, mentre si dirige verso il terrazzo): Federico...è arrivata nonna. Giochiamo a piantare i semi, così poi crescono tante piantine!

Roberta (giocando con Federico): Tesoro, le piantine non mangiano la terra…così le seppellisci. Vai a prendere qualche pomodoro che piantiamo i semini.

 
Federico sganbetta verso le piantine di pomodoro e ricomincia la sua lenta ma inesorabile raccolta.

Federico (tra se e sè): Otto, otto, no ette
 

Ore 12.00 - Trilla il citofono

Barbara: Sono arrivati Francesca e Gianluca...meno male, così mi danno una mano a preparare la tavola!

Francesca (entrando in casa sorridente): Ciao, che si mangia?!

Barbara: Per ora niente! Enrico sta facendo il pesto!

Gianluca: Ciao, Ba’. Serve una mano? Che posso fare?

Barbara: Beh, ci sono da montare le ante dell’armadio a muro, bisogna fissare la libreria, pelare le patate, rasare il muro dello sgabuzzino…scegli tu!

Gianluca (guardando smarrito Francesca in cerca di un supporto che non arriva): Beh…ma…sì…però…
 
Barbara (sorridendo): Scherzavo! Se ti va, ci sarebbe da sistemare la scaletta per le piantine aromatiche! E’ praticamente finita! Guarda che splendore!

Scaletta in legno per le piante aromatiche
 
Escono tutti sul terrazzo e, chiacchierando del più e del meno, si godono il tepore del sole.... All’improvviso Federico comincia a correre, liscia con la testa un mobiletto e sta per prendere lo spigolo del tavolo...quando Enrico afferra il tavolo pieghevole e, con mossa brusca, lo sposta.
 
 Il tavolo si chiude su se stesso, facendo cadere a terra tutto ciò che c'era sopra, tra cui un bidone di vernice semiaperto. La vernice si sparge sul pavimento e dalla superficie dell' enorme chiazza arancione si vedono uscire delle bolle. Tutti si guardano interrogativi.

Fabrizio: Beh...tanto avevo deciso di cambiarlo!

Roberta: Cosa? Che c’era sul tavolo?

Fabrizio (con indifferenza): Il cellulare nuovo.

Roberta (concitata, affondando le mani nella vernice): Oddio, recuperiamolo...magari si riesce a pulire!

Barbara : Non credo...questa vernice è quarzo da esterni!

Fabrizio (con estrema noncuranza): Ma perché non pensiamo a mangiare?


Tutti guardano stupiti Fabrizio e, dopo pochi istanti di generale perplessità, tutto continua come se niente fosse.

Enrico (armandosi di carta di giornale): Io cerco di pulire questo casino.

Barbara: Metto su l'acqua per la pasta.

Gianluca: Prendo l'altro tavolo.

Francesca: Io apparecchio.

Federico (continuando tranquillamente a staccare pomodori): Otto, otto, ette…
 

Ore 13.30 - A tavola di fronte ai piatti di pasta quasi vuoti.

Barbara: Non male...è venuta bene! Il basilico dei vasi ha un sapore molto più deciso di quello che si compra…è tutta un'altra cosa!
Reginette con pesto, sgombro, zucchine e pomodorini
Fabrizio: Ummm...sì buona!

Gianluca: Buonissima...e...e...(imbarazzato e guardando con occhio sperante e supplichevole in direzione della cucina)

Roberta: Che mangiamo per secondo?

Barbara: Nooo...con questo caos, ho dimenticato di infornare il pesce!

Tutti (con disappunto): NOOOOOOOOOO! E adesso?

Federico (saltando dalla sedia e dirigendosi verso le piantine ormai provate): tia tia (zia zia), angiamo i tototoi ( mangiamo i pomodori).

Roberta (ironica): Abbiamo risolto!

Barbara, Francesca, Gianluca, Fabrizio: Ah ah ah!

Federico (concentratissimo, staccando gli ultimi pomodorini): Otto, otto, ette….

 

Reginette con sgombro, pesto, zucchine e tototoi 

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per 2 persone)
- g 150 di pasta lunga liscia (io ho usato le reginette )
- 2 sgombri freschi (vanno bene anche filetti congelati)
- g 50 di pesto alla genovese
- 2 zucchine medie
- 12 pomodorini ciliegino
- 1 spicchio d’aglio
- olio e.v.o.
- sale

Preparazione:
Lavate, spuntate le zucchine e tagliatele a rondelle spesse 2 mm. Lavate i pomodorini e tagliateli a metà. Lavate, pulite e ricavate i filetti dai due sgombri (io lo faccio fare al pescivendolo). In una capiente padella antiaderente soffriggete l’aglio incamiciato (con tutta la pellicina rosa) con 1 cucchiaio d’olio. Aggiungete le zucchine e fate saltare a fiamma viva per un paio di minuti. Aggiungete i pomodorini e un pizzico di sale. Abbassate la fiamma e fate stufare per un paio di minuti. Unite i filetti di sgombro (se usate quelli congelati, fateli scongelare precedentemente) e 2-3 cucchiai d’acqua, coperchiate e lasciate cuocere finchè gli sgombri saranno cotti. Spegnete il fuoco e spezzate grossolanamente i filetti di sgombro. Lessate la pasta in abbondante acqua salata. Scolatela al dente, conditela col pesto e con il composto di sgombro e zucchine. Mescolate bene (se occorre aggiungete qualche cucchiaio di acqua della pasta) e servite caldissima.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cook'n'book il Club delle cuoche : "In cucina con il Club delle Cuoche....voglia di orto: Maramao perché sei morto?"
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giovedì 29 novembre 2012

Patè di fegatini di pollo al cognac

Pate francese
Patè di fegatini di pollo alla francese
 
Dillo Cucinando: Un antipasto ricercato per una serata speciale...ma prevedete un'alternativa! Il gusto di questo patè è molto particolare e potrebbe non piacere a tutti (chiedete a my sister Francesca...ah ah ah...a momenti scappa di casa!)

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per circa 12 stampini da muffin)
- g 250 di fegatini di pollo
- ml 70 di panna fresca
- gr 80 di burro
- 1/2 litro di latte
- 1 tazzina da caffè di cognac
- 2 foglie di alloro
- 3 grani di ginepro
- olio e.v.o.
- sale
- pepe nero
- pepe in grani per decorare

Preparazione:
Lavate i fegatini togliendo tutti i possibili filamenti e nervature. Metteteli a bagno nel latte e lasciarveli 4 ore per far spurgare i fegatini. In una padella larga, bassa e antiaderente fate soffriggere dolcemente una noce abbondante di burro, l'alloro ed il ginepro. Scolate i fegatini, tagliateli grossolanamente a pezzi e versateli nella padella. Cuocete i fegatini per cica 10 minuti a pentola semicoperta. Salate e pepate. Nel frattempo scaldate la panna ed il burro in un tegamino dai bordi alti fino a portarli a bollore. Spegnete il fuoco. Mettete nel frullatore i fegatini e il loro condimento, la panna e il burro e il cognac. Frullate fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Assaggiate e regolate di sale e pepe. Rivestite con pellicola trasparente gli stampini per i muffin e versatevi la mousse. Mettete in frigorifero per almeno 12 ore. Rovesciate gli stampini, togliete la pellicola trasparente e servite spolverando con grani di pepe e accompagnando con crackers.
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venerdì 23 novembre 2012

Pollo al Garam Masala con cous cous

Spezzatino di pollo alle spezie
Pollo al garam masala con cous cous
 
Dillo Cucinando: In questo periodo sono in vena di sperimentazioni. Cerco di creare ricette originali e veloci con poca fatica. Mi bastano un po’ di spezie di buona qualità, per portare in tavola piatti stuzzicanti e fantastici. Usando le spezie riesco ad improvvisare pranzi che lasciano tutti stupiti…e tanto contenti. Questa ricetta è una delle mie preferite, perché posso realizzarla con quello che ho in casa. E vai…niente spesa! Il cous cous è sempre nella mia dispensa, nel congelatore il petto di pollo non manca mai, e mi sono appena arrivate per posta delle spezie fantastiche. Servendo questo pollo come piatto unico…non devo neanche uscire a comprare il pane!
So’ furba eh?!

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per 2 persone)
- g 120 di cous cous precotto
- g 400 di petto di pollo (ancora meglio un misto di petto e cosce a cui avrete tolto l'osso)
- g 300 di passata di pomodoro
- 1/2 cipolla media
- 1 spicchio d’aglio piccolo tritato
- 1 cucchiaino e 1/2 di spezie garam masala
- sale
- pepe (facoltativo)

Preparazione:
In un recipiente, abbastanza capiente da contenere il pollo, mescolate 2 cucchiai di olio di semi, l’aglio tritato e 1/2 cucchiaino di spezie miste garam masala. Tagliate il petto di pollo a pezzi, versatelo nella ciotola dell’olio e mescolatelo con le mani, in modo che tutto il pollo ne sia ricoperto. Lasciate riposare in frigorifero per un paio d’ore (copritelo sennò vi "impuzzonisce" tutto il frigo!). Trascorso questo tempo, soffriggete la cipolla tritata (o affettata) in un cucchiaio d’olio evo, finche sarà diventata trasparente. Aggiungete un cucchiaino di spezie garam masala e lasciatele soffriggere per 1 minuto. Aggiungete la passata di pomodoro e 2-3 cucchiai d’acqua, coprite con un coperchio, e lasciate cuocere per una decina di minuti (se occorre aggiungete altra acqua). Salate e pepate. Aggiungete il pollo marinato con tutta la sua marinatura. Coprite e fate cuocere, mescolando ogni tanto, per circa 10 minuti. Regolate di sale e lasciate in caldo. Cuocete il cous cous in acqua salata secondo la ricetta riportata sulla vostra confezione. Disponete il cous cous sul fondo dei piatti, poggiateci sopra il pollo ben caldo (se occorre riscaldatelo di nuovo) e servite.

Con questa ricetta partecipo al contest di Orodorienthe : Spazio alle spezie


 

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martedì 20 novembre 2012

Plumcake di zucca e nocciole

Plumcake di zucca per colazione
Plumcake di zucca e nocciole

Dillo Cucinando: Questo plumcake è splendido…se lo provate non lo lascerete più e vi ritroverete, come me, il congelatore pieno di zucca al forno. Sacchetti arancioni rigorosamente datati…pronti per quando la zucca non si troverà più. Ebbene sì…è una droga!

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per 1 plumcake)
- 200 g di farina 00 
- 200 g di zucchero
- 250 g di purea di zucca (circa 400g di zucca cruda)
- 50 ml di olio d’oliva
- 2 uova
- 70 g di nocciole sminuzzate (io ho lasciato la pellicina scura per avere un sapore più rustico)
- 1/2 bustina di lievito per dolci
- 1 punta di cucchiaino di cannella
- 1 punta di cucchiaino di noce moscata
- 1 macinata (o un pizzico piccolo) di pepe nero (facoltativo)
- 1 pizzico di sale
- zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione:
Lavate la zucca dopo averla privata della buccia, dei semi e dei filamenti. Tagliatela a fette alte circa 1 cm e disponetele su una teglia foderata di carta d’alluminio o di cartaforno.

Infornate in forno caldo a 180° per circa 40 minuti, finchè sarà tenera. Se si è formato del liquido, scolatelo e tenetelo da parte. Schiacciate la zucca fredda fino ad ottenere una purea omogenea (potete usare il minipimer, lo schiacciapatate o una forchetta). Mescolate in una ciotola la purea di zucca, l'olio, le uova sbattute, la cannella, la noce moscata, il pepe (facoltativo) e 2 cucchiai del liquido della zucca. Nel caso non ci fosse, sostituitelo con 2 cucchiai d’acqua. Mescolate finchè il composto sarà omogeneo. In un’altra terrina unite la farina e il lievito setacciati, il sale e lo zucchero. Unite gli ingredienti secchi a quelli liquidi, mescolate accuratamente e aggiungete le nocciole.

Plumcake di zucca per colazione
Plumcake alla zucca pronto per essere infornato
Versate in uno stampo foderato con cartaforno e infornate in forno caldo a 180° per circa 50-60 minuti; finchè uno stuzzicadenti infilato nel plumcake ne uscirà asciutto. Togliete dallo stampo e lasciate raffreddare su una grata. Servite per colazione in un giorno di festa o per una merenda importante.
 
 
Con questa ricetta partecipo al contest di Bon Appetit: "Mettiamo un po' di sale in zucca"
 
ed al contest di Una fetta di Paradiso : "Il paradiso della frutta secca"
 

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giovedì 15 novembre 2012

Tagliolini con pollo in stile thailandese

Tagliolini pollo, cocco e curry
Tagliolini con pollo in stile thailandese


Dillo Cucinando: Ultimamente le mie giornate sono scandite dal tutto il cibo che, fantasticamente cucinato, mi raggiunge via etere. A tutte le ore, la TV trasmette cuochi, gente comune, giornaliste, presentatrici, casalinghe e perfino bambini, che spignattano con la facilità con cui io cambio canale alla ricerca di qualche film (ovviamente quelli li trasmettono la notte!).
Comunque, molto spesso mi rapiscono…soprattutto quelli stranieri. Sono affascinata dal cibo di altre culture, dai metodi di cottura, ma soprattutto dagli abbinamenti inconsueti… Un ingrediente che mi ha colpito è stato il latte di cocco.
L’ho visto usare una infinità di volte…e in piatti salati! Mentre lo cercavo, invano, tra gli scaffali di tutti i supermercati mi sono documentata…e vi faccio partecipi di ciò che ho imparato.
Con mia grande sorpresa, ho scoperto il latte di cocco non è quel liquido che si trova all’interno delle noci di cocco! Non è altro che il risultato dell’infusione in acqua calda della polpa del cocco grattugiata.
 
Dal punto di vista gastronomico è un ingrediente di base delle cucina orientale, soprattutto di quella Thailandese. È usato principalmente per conferire un sapore dolciastro alle minestre…ma è ottimo anche se usato per cucinare gamberi e aragosta. Avendo un discreto contenuto di grassi può essere usato anche in sostituzione della panna o del burro.
 
Dal punto di vista nutrizionale dovete sapere che contiene Vitamina B1, B2, vitamina C, vitamina E, K e J. Ha un alto contenuto di grassi saturi, anche se risulta essere abbastanza sano, poichè il suo grasso è facilmente metabolizzato dall'organismo. È’ ricco di acido laurico, che è l'acido che si trova  nel latte materno, ed è stato dimostrato che aiuta lo sviluppo del cervello e la salute delle ossa.
 
A valle di tutta questa scienza…c’è…c’è…c'è che finalmente l’ho trovato e subito comprato!
E’ rimasto una settimana in dispensa, perché avevo paura che non mi sarebbe piaciuto…e sarebbe finito tutto nell’immondizia. Ieri sera poi avevo una gran voglia di ordinare una pizza...quale migliore occasione!
Se fosse andata male, avrei buttato tutto e mi sarei consolata con una bella pizza…rossa, sottile, fumante e magnificamente mediterranea! E invece…niente pizza…perché ne sono rimasta entusiasta!
La ricetta l’ho trovata su internet, ma ho cambiato alcuni ingredienti, in base a quello che avevo in casa, e ne ho eliminati altri. Quindi, se volete provarla, non esitate a tralasciare quello che non avete…l’importante è che siate forniti di latte di cocco (che trovate in lattina) e di curry.

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per 2 persone)
- g 100 di tagliolini (io ho usato quelli all’uovo)
- g 300 di petto di pollo a fettine
- g 150 di latte di cocco
- ml 350 di brodo di pollo (io acqua con un pizzicone di dado)
- 1 spicchio d’aglio
- 1 cucchiaino di curry
- 2 cucchiaini di salsa di soya
- 1/2 cucchiaino di erba cipollina fresca
- 2 cucchiaini di succo di lime (oppure di limone)
- 1 pizzico di coriandolo in polvere (facoltativo)
- olio e.v.o.
- sale

Preparazione:
Fate dorare in un tegame o in una padella alta (dipende dalle quantità di pollo che dovete cucinare) lo spicchio d’aglio con due cucchiai d’olio. Aggiungete il curry e lasciate insaporire per un minuto. Togliete l’aglio e versate il pollo tagliato a listarelle sottili (le mie erano troppo grosse). Cuocete per 1-2 minuti, mescolando di tanto in tanto per farlo insaporire e rosolare uniformemente. Versate nel tegame il latte di cocco, il brodo di pollo, la salsa di soia e un pizzico di sale.

Mescolate bene e portate ad ebollizione lenta per circa10 minuti o finché il pollo è cotto. Aggiungete il succo di lime e l’erba cipollina sminuzzata, spegnete e coprite per mantenerlo caldo. In un’altra pentola cuocete, in acqua leggermente salata, i tagliolini. Scolateli e passateli velocemente sotto l’acqua corrente fresca, per fermarne la cottura. Dividete i tagliolini nei piatti (conservandone qualche filamento per la decorazione) e versateci sopra il brodo con il pollo. Guarnite i piatti con i tagliolini croccanti ottenuti tamponando con carta assorbente e friggendo in olio bollente i tagliolini che avevate tenuto da parte. Servite ben caldo.

Con questa ricetta partecipo a:
 Io sono curioso/a e Tu? Partecipa con me a "Cucinando Curiosando"! 
 
 
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lunedì 12 novembre 2012

Strozzapreti all'Amatriciana


Dillo Cucinando: Viva la tradizione! Stasera ero in vena di qualcosa di classico. Mi sono dedicata alla famosissima Amatriciana. Le discussioni sugli ingredienti di questa ricetta sono infinite: guanciale o pancetta? Parmigiano o pecorino? Pepe o peperoncino? Spaghetti o bucatini? Cipolla sì, cipolla no?...ma a me non importa. Io vi propongo quella che ho cucinato stasera (che poi è quella che faceva mia nonna)…perché, originale o no, era buonissima!

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per 2 persone)
- g 360 di strozzapreti
- g 400 di polpa di pomodoro
- g 100 di pancetta dolce
- 1/2 bicchiere di vino bianco secco
- g 30 di pecorino grattugiato
- g 30 di parmigiano grattugiato
- olio e.v.o.
- sale
- pepe

Preparazione:
Mischiate il pecorino e il parmigiano e tenetelo in frigorifero fino al momento di usarlo (io li mischio perché il pecorino romano, usato assoluto, è troppo forte per i gusti della mia famiglia). Togliete la cotenna dura dalla pancetta e tagliatela a listarelle (o a dadini). Mettetela in una padella a soffriggere con un cucchiaio d'olio. Non appena la parte grassa della pancetta sarà diventata trasparente, sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. Scolate e togliete la pancetta dalla padella. Versate il pomodoro nella padella insieme al sughetto della pancetta. Cuocete il pomodoro per 15-20 minuti. Assaggiate e regolate di sale. Cuocete gli strozzapreti in abbondante acqua salata, scolateli e versateli direttamente nella padella del sugo. Aggiungete la pancetta e saltate qualche istante. Macinate direttamente sull'amatriciana il pepe nero e condite con il misto di pecorino grattugiato e parmigiano.

Con questa ricetta partecipo al contest di A pancia piena si ragiona meglio : "La nonna made in Italy"
 
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giovedì 8 novembre 2012

Cantucci alle mandorle


Tozzetti alle mandorle
Cantucci alle mandorle
 
Dillo Cucinando: Ecco uno dei miei dolcetti preferiti. Li ho sempre comprati perché non immaginavo fosse così semplice farli. Sono venuti moooolto meglio di tutti quelli che ho mangiato…e non sono l’unica a pensarla in questo modo. Pensavo di averne fatti troppi e invece sono “andati via come l’acqua”! Non potrò quindi fare le prove di confezionamento per vedere se rimangono freschi e fragranti anche dopo qualche giorno. L’idea iniziale era di provare a fare delle belle confezioni per prepararli per i regalini di Natale. Pazienza…dovrò rifarli! ;-)

Barbara gy Dillo Cucinando
P.S. La ricetta l’ho presa qui anche se, non avendo il limone biologico, ho tralasciato di aggiungere la scorza grattugiata.

Difficoltà: Bassa

Ingredienti: (per 1 teglia da forno piena- 35 biscotti circa)
- g 500 di farina 00
- g 200 di mandorle con la buccia
- g 250 di zucchero
- g 150 di burro
- 3 uova + 1 per spennellare
- 1 bustina di lievito per dolci
- sale

Preparazione:


questo è un passaggio della ricetta Questo è un passaggio della ricetta
Versate sul piano la farina a fontana. Fate il classico cratere al centro e versateci lo zucchero, le uova, un pizzico di sale e il lievito setacciato. Mescolate poco gli ingredienti ed aggiungete il burro fuso e tiepido. Mescolate con le mani fino ad avere un impasto omogeneo e piuttosto morbido (la consistenza somiglia molto a quella della pastafrolla).

questo è un passaggio della ricetta Questo è un passaggio della ricetta
Incorporate le mandorle all’impasto. Dividete l’impasto in 3 parti uguali. Posizionate uno degli impasti su una teglia rivestita di cartaforno e formate un cilindro stretto e lungo. Fate la stessa cosa con gli altri impasti. Spennellate i filoncini con l’uovo sbattuto.

questo è un passaggio della ricetta Questo è un passaggio della ricetta
Infornate in forno caldo a 180° per 15-20 minuti (finchè avranno un bel colore dorato). Trascorso questo tempo, tirate fuori la teglia dal forno, e tagliate i filoni in bastoncini larghi circa 2 cm. Se volete dare al biscotto la forma tradizionale eseguite dei tagli obliqui. Rimettete in forno i cantucci per altri 5 minuti in modo da farli diventare ancora più croccanti.
 


Consigli:
- Se volete ottenere cantucci di vario tipo, prima di dare la forma ai filoncini, potete arricchire ogni impasto di un vostro tocco personale. Potete aggiungere, oltre alle mandorle, frutta secca di ogni tipo, gocce di cioccolato, canditi… In uno dei tre filoncini, io ho aggiunto dadini di scorza d’arancia candita. E’ venuto buonissimo!

Con questa ricetta partecipo al Contest “Le mandorle” del blog Un tavolo per quattro
 
ed a quello di Melizie in cucina: "Dolci da Asporto"
 

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lunedì 5 novembre 2012

Pane morbido al profumo di limone


Pane ricotta e limone
Pane morbido al profumo di limone
 
Dillo Cucinando: Ieri avevo un po’ di tempo…e pochissima voglia di uscire per comprare il pane (qui fa freddo!). Quale combinazione migliore per sperimentare qualcosa di nuovo? Ho letto questa ricetta in un libricino che mi ha regalato mia madre e ho pensato di provarla. Garantisco che il risultato è stato veramente incredibile. Ho sfornato un pane leggermente aromatizzato al limone, perfetto per cene di pesce ed assolutamente buonissimo come base per “pane e marmellata” per la merenda dei bambini…e non!

Difficoltà: Media

Ingredienti: (per 3 panini – 4 persone)
- g 300 di farina 00
- g 15 di burro
- g 80 di ricotta fresca di pecora (o di mucca)
- g 20 di lievito di birra
- ml 100 di acqua tiepida
- 1/2 limone non trattato
- olio e.v.o.
- sale fino

Preparazione:

questo è un passaggio della ricetta Questo è un passaggio della ricetta
Preparate tutti gli ingredienti secondo le dosi indicate. Sbriciolate, schiacciandolo con una forchetta, il lievito. Mescolate il lievito con l'acqua tiepida e lo zucchero finchè si sarà sciolto completamente. Mescolate la farina con un pizzico abbondante di sale e la buccia grattuggiata del limone. Versatela sul piano di lavoro, facendovi il classico buco al centro. Appena il lievito comincerà a fare la schiumetta in superficie (questo indica che è attivo), versatelo gradualmente al centro della farina insieme al burro sciolto (appena tiepido) e alla ricotta. Mescolate, dapprima con una forchetta, poi con le mani. Continuate a lavorare energicamente il tutto, fino a quando non otterrete un impasto omogeneo e non appiccicoso. Se occorre aggiungete poca acqua o farina.
 
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Formate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola unta d'olio, ricoprite con carta trasparente ed uno canovaccio umido. Lasciate lievitare finché non raddoppia il suo volume (in luogo riparato da correnti d'aria e a temperatura ambiente), meglio ancora se per tutta la notte.

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Una volta cresciuta, ponetela sul piano di lavoro e impastatela nuovamente per almeno 5 minuti. Dividete l'impasto in 3 parti di uguali dimensioni. Prendete uno dei panetti e coprite i rimanenti panetti con pellicola trasparente o col canovaccio umido, per evitare che si secchino. Dividete il panetto in 3 parti uguali e formate con ognuna un cilindro lungo circa 25 cm e largo come un dito. Disponete i 3 cilindretti sulla teglia che infornerete, rivestita di cartaforno e unta d'olio. Incrociateli a formare una treccia. Proseguite con il resto dell'impasto fino a formare 3 trecce uguali...o quasi!
 

 Poggiate le trecce in forno spento e lasciate crescere per almeno altre 2 ore. Cuocete in forno caldo a 200° per 10-15 minuti finchè le trecce saranno dorate. Servite come snack accompagnandolo con  marmellata e frutta fresca o in un pranzo a base di pesce.
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